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LE STRISCE IN MARCIA VERSO SANREMO CON IL BRANO "VIENI A VIVERE A NAPOLI"

La band partenopea oggi ospite a Domenica In, e poi si vola verso l'Ariston

“Perché a restare ci vuole coraggio” e loro questo coraggio ce l’hanno, nonostante la crisi, gli ostacoli, le porte in faccia. Loro sono Le strisce, cinque universitari di Napoli con il sogno della musica (qui la prima intervista realizzata da Elisa Di Battista per Mi-web). Sogno che si sta avverando, visto che sono stati selezionati tra i 9 artisti in gara per partecipare alla sezione giovani del Festival di Sanremo.

Lo loro canzone (che è possibile ascoltare e votare su www.sanremo.rai.it),"Vieni a vivere a Napoli", è un brano, ironico e romantico allo stesso tempo, interamente scritto da Davide (il frontman della band, che si definisce “un classico chitarrista da falò”), ma anche un j’accuse alla loro amata città e alla sua anima, sporca e pulita allo stesso tempo.

Questo singolo lo avete pensato apposta per Sanremo?


No, la canzone esiste già da due anni e mezzo o forse tre. Però per una serie di motivi è sempre attuale, per cui sembra scritta al momento giusto. Poi abbiamo deciso di metterla a posto e presentarla al Festival, ora incrociamo le dita e speriamo di andare all’Ariston.

State già preparando qualcos’altro?

Abbiamo tantissime canzoni in cantiere, pronte da prima che sapessimo che saremmo entrati in studio per il secondo disco. Già è una cosa anomala che una band giovane riesca a registrare 2 dischi in così poco tempo, per cui siamo supercontenti!

Che idea vi siete fatti del Festival?

Innanzitutto fa un certo effetto essere giudicati da Gianni Morandi, che è uno dei pochi grandi ancora rimasti sulla scena… Quando gli abbiamo stretto la mano, ci è sembrato di stringerla a 50 anni di musica italiana.

E gli è piaciuta la canzone?


Sembrerebbe di sì: ogni volta che ci vede comincia a canticchiarla, come a sfottò...

E tornando al Festival?

Beh, arrivare lì èun sogno che si realizza,è la manifestazione che in Italia riesce a dare la maggiore visibilità in relativamente poco tempo. Quindi è un treno da prendere al volo e sfruttare al massimo. Potremmo quasi dire che è sia un punto di arrivo, più che di partenza.

Ma vi ci vedete nell’ambiente del Festival, con tutte le critiche e le polemiche?

Assolutamente sì, siamo pronti perché è una vetrina che ci può dare tanto. Potrebbe anche essere un trampolino per fare un salto di qualità anche a livello di band e di quello che siamo. Siamo emozionati e abbiamo anche un po’ di paura.

Il vostro album si intitola “Torno ricco e famoso” che è una frase dei vostri genitori, i quali non credevano ancora nel vostro successo. Ora che probabilmente andrete a Sanremo si stanno ricredendo?

Stanno iniziando a realizzare e anzi ci stressano tantissimo, sono più informati loro di noi. Sono passati dallo stressarci per lo studio, allo stressarci per Sanremo.

La canzone "Vieni a vivere a Napoli" è una serenata alla vostra città? Un “amiamo Napoli nonostante tutto”?

Sì, perché siamo ragazzi che vogliono restare a Napoli e nessuno di noi ha intenzione né voglia di trasferirsi. La canzone vuole racchiudere i luoghi comuni che ci sono su Napoli, come la spazzatura o le rapine nei vicoli. Abbiamo cercato di tradurre tutto questo in chiave ironica, anche perché alcune cose sono vere , ma altre esagerate. Troppo spesso persone che magari non hanno mai messo piede a Napoli dispensano giudizi e critiche.

Secondo voi in che misura sono accentuate dai telegiornali o dai giornali queste notizie su Napoli?

Alcune informazioni sono vere, ma a volte sembra quasi che il napoletano vada a cercarsela, quando poi si tratta di situazioni d’emergenza. Spesso non è piacevole sentir dire certe cose in quella maniera esasperata, anche se è normale che ci siano problemi da affrontare e speriamo vengano risolti realmente. Un fondo di verità, in ciò che si apprende dai media ovviamente c’è, ma su Napoli i lettori poi tendono a generalizzare, e non sempre è corretto ciò che viene riportato da giornali e tg.

Ma quindi l’obiettivo è anche un po’ riscattare la vostra città?

In realtà vogliamo raccontare la città coi nostri occhi, poi speriamo di affascinare chi ci ascolta, cosa che speriamo accada con qualsiasi nostro pezzo.

Voi che amate così tanto Napoli, come vi trovate a lavorare a Milano?
Ormai siamo di casa, ci siamo anche abituati al clima. Ci sono delle possibilità qui a Milano che giù non ci sono, anche perché alcune figure professionali, come il produttore musicale, a Napoli non esistono quasi. E poi spesso la musica viene ricondotta ai neomelodici, cioè a quella fetta di musica napoletana che invade il mercato locale.

È già la seconda volta che tentate di andare a Sanremo?


Due anni fa abbiamo presentato "Valentina è pazza", mentre la canzone di quest'anno, che potrebbe essere fraintesa o addirittura non capita, difficilmente passerà inosservata anche perché, essendo un testo un po’ più sociale, si differenzia dai soliti standard sanremesi.

Qualche anticipazione sul nuovo album?
Siamo ancora in una fase molto creativa per poterci sbilanciare, ma stiamo lavorando sodo. Di sicuro sarà pieno di tantissime novità, dai testi agli arrangiamenti.

Napoli è una città che ha partorito parecchi cantanti, sentite in qualche modo il peso di questa tradizione?
Fortunatamente no, perché forse tranne Eduardo Bennato tutti hanno cantato in dialetto.

E voi come mai avete preferito escludere il dialetto?

Non ci è mai passato per la testa, non l’abbiamo mai nemmeno pensato, così come non abbiamo mai pensato di cantare in inglese: è stata una scelta automatica.

Domenica prossima sarete ospiti a Domenica In: come vi sentite a dover fare una diretta prima dell’Ariston?

Fa piacere avere queste opportunità, ma anche qui abbiamo comunque un po’ di paura. Però in questo modo quando arriveremo, se arriveremo, alle serate di Sanremo, saremo già un po’ conosciuti dal grande pubblico e più abituati ad affrontare i tempi televisivi.

Con chi vi piacerebbe duettare?


Un sogno sarebbe stato Bob Dylan, nella realtà Gianni Morandi.

Sentita la vostra musica, avete mai pensato di sfociare verso il rap?

Sicuramente c’è un’attinenza, infatti forse nel nuovo disco riusciremo anche ad infilare un qualcosa del genere.

È previsto qualche live a Milano?

Per il momento non ancora, anche perché siamo molto impegnati con la registrazione del nuovo album e i preparativi per la possibile partecipazione a Sanremo.

I vostri concerti a Napoli sono molto partecipati, ma le persone conoscono già le vostre canzoni?

Diciamo che tra Roma e Napoli siamo riusciti a creare già uno zoccolo duro di fan, gli ultimi live che abbiamo fatto in quella zona sono andati molto bene, quindi vuol dire che un po’ alla volta la gente comincia a conoscerci e seguirci.

GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Fabrizio Capecelatro
09/01/2011 - 10.13.00
 
Le Strisce in marcia verso Sanremo con il brano "Vieni a vivere a Napoli"
FOTO: Le Strisce in marcia verso Sanremo con il brano "Vieni a vivere a Napoli"
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