La rivisitazione per il grande schermo delude gli amanti del fumetto
Torna al cinema l'indagatore dell'incubo più famoso del mondo, Dylan Dog. Un film rivolto agli adolescenti che rischia di deludere i fan più accaniti, e non solo, del celebre fumetto italiano.
Dopo aver abbandonato mostri e non morti viene “richiamato” in servizio dalla bionda Elizabeth decisa a far luce sulla misteriosa morte del padre. Rifiutata la proposta, Dylan decide di accettare dopo che il suo assistente/migliore amico viene ucciso dallo stesso feroce killer.
Della creatura di Tiziano Sclavi del 1986, la nuova produzione recupera solo la fisionomia e qualche aspetto estetico, ma perde qualsiasi legame con il Dylan Dog del fumetto.
Rispetto alla pellicola italiana interpretata da Rupert Everett il novello Dog non abita più a Londra ma nell'americana New Orleans, molto simile nelle atmosfere alla serie televisiva sui vampiri "True Blood".
Frutto di numerose riscritture, la storia perde di prevedibilità e suspense, finendo per essere più scontato, secondo alcuni critici, di un episodio base di "Buffy".
Il film diretto da Kevin Munroe e interpretata da Brandon Routhnonostante parta da un soggetto del suo creatore, risulta essere una storia inedita ben lontana dalla tradizione dello stesso fummettista.
In lavorazione dal 1998 presso i Planitum Studios, nel 2004 doveva diventare un film di animazione ma il progetto venne abbandonato per poi essere ripreso in maniera definitiva nel 2008, intraprendendo la strada del film classico.
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